Breve ma intensa l’esibizione di Natalie Imbruglia ai Magazzini Generali di Milano, uno showcase a tutti gli effetti (45 minuti circa di concerto) per i pochi eletti ospiti di Myspace Italia.
Il concerto, annunciato per le ore 21, inizia intorno alle 21,40 con l’esibizione dei “nostrani” Serpenti, tra lo sconcerto del pubblico. Suoneranno per circa 35 minuti, che tutti avrebbero piacevolmente passato ad ascoltare l’ottima selezione musicale del dj resident, visto il pessimo show che il duo milanese ha messo su per questa serata. Pubblico disinteressato forse, ma nulla hanno fatto i due musicisti per incuriosirlo, né a livello di performance né tantomeno con la musica.
Finalmente dopo qualche ultimo dettaglio, puntamento luci, check degli strumenti da parte degli abili backliner, alle 22,45 arriva Natalie. Racchiusa in una minigonna glitterata che le dà quell’aria un po’ eighties, ecco la nuova trasformazione della cantante/attrice australiana con sangue italiano nelle vene, così come l’abbiamo vista il giorno precedente in diretta sugli schermi di raidue ad X-Factor.
Scalda il pubblico con un paio di pezzi, sempre splendidamente sorridente fino a quando arriva “Shiver” e tutto il pubblico canta a squarciagola. Subito dopo l’atmosfera sembra cambiare trasformandosi in una discoteca anni ’80 con luci fucsia e disco balls ad ogni angolo; è tempo per “Wild About It”, il singolo che ha preceduto la pubblicazione di “Come to Life”, l’album uscito da appena un mese, ottobre 2009, in tutto il mondo e prodotto per la prima volta dalla casa discografica della Imbruglia, la Malabar Records.
A questo punto Natalie prende fiato presentando attentamente il pezzo scritto per lei da Chris Martin dei Coldplay, suo ex fidanzato ante Paltrow, “Want”, che se in parte la riporta ai nostri occhi all’immagine di ragazzina acqua e sapone che abbiamo conosciuto alla fine degli anni ‘90, dall’altra si ha come l’impressione di una cover mal riuscita della band di Martin, forse a causa dell’arrangiamento scelto per il live set. Dopo un paio di altri pezzi finalmente arriva “Torn”, il tormentone del ‘97 che l’ha resa famosa in tutto il mondo, ed è a questo punto che Natalie conquista seriamente il pubblico milanese, del quale il 90% probabilmente conosceva solo questa canzone. Dopo un altro brano è l’ora della band, cinque bravissimi musicisti, che la Imbruglia presenta nel suo inglese australiano dalle vocali larghe semi incomprensibile e tante risate e battute tra di loro.. Chiude la sua performance dopo 40 minuti con “Wishing I”.
Giusto il tempo di una boccata d’aria e tornano allegramente tutti sul palco per un bis, un solo brano per salutare Milano e l’Italia, in attesa di un ritorno nel 2010 con il tour ufficiale.
Autore: Velia Russo
www.natalieimbruglia.com