Esce il 4 aprile per Mute Records il nuovo album del compositore francese Yann Tiersen.
Il quattordicesimo studio album di Tiersen s’intitola “Rathlin from a Distance | The Liquid Hour” ed è diviso in due parti. Nel cuore delle cinque avvincenti esplorazioni sonore di The Liquid Hour, troviamo il brano Arne – pubblicato in anteprima – ed emerge come un intreccio tra il paesaggio sonoro ipnotico e dilatato di Yann Tiersen e la voce eterea di QUINQUIS. Il titolo del singolo è un omaggio al filosofo norvegese Arne Næss, pioniere del movimento ambientalista e padre della filosofia dell’Ecologia Profonda. Tiersen descrive il progetto come “una raccolta di inni alla rivoluzione”, nata durante la lavorazione di The Liquid Hour, quando ha maturato la consapevolezza della necessità di smantellare i sistemi esistenti. “È un tentativo di trovare un modo per abbattere il capitalismo e tutte le forze oscure che stanno distruggendo il mondo”, spiega il musicista. “Vorrei che queste tracce risuonassero nelle cuffie di chi è pronto ad agire per il cambiamento”.
Arne segue i precedenti singoli Rathlin from a Distance, una riflessione intima sull’identità che mette in luce il virtuosismo pianistico di Tiersen, e Ninnog at Sea, un inno elettronico che trasforma le riflessioni marinaresche dell’artista in un brano carico di rabbia, speranza e un invito a ricostruire un futuro collettivo più luminoso.
Rathlin from a Distance | The Liquid Hour è un album con due sezioni distinte ma interconnesse, ciascuna caratterizzata da una propria identità sonora. La prima parte, Rathlin from a Distance, è composta da otto tracce strumentali per pianoforte, mentre The Liquid Hour si distingue per un’ampia fusione di elettronica e ritmi psichedelici, sfidando ogni categorizzazione di genere.
Rathlin from a Distance prende il nome da un’isola al largo dell’Irlanda del Nord e include otto brani pianistici, ciascuno intitolato a una località toccata da Tiersen durante il suo viaggio in barca a vela nel 2023. Dal Faro di Fastnet nell’Atlantico alle Isole Faroe, passando per le Shetland e le acque tranquille del Canale di Caledonia in Scozia, queste composizioni riflettono un percorso introspettivo, quasi un viaggio interiore. Le melodie al pianoforte creano un’atmosfera meditativa, in cui ogni tappa geografica corrisponde a un livello più profondo di consapevolezza. La musica evoca un senso di spazio, introspezione e quiete contemplativa, trasportando l’ascoltatore in un flusso di emozioni e riflessioni.
Al contrario, The Liquid Hour si presenta come una dichiarazione musicale audace e urgente. Si apre con un brano epico e travolgente, che incarna il desiderio di Tiersen di un cambiamento sociale e politico radicale. L’ispirazione per questa sezione dell’album è nata dalle esperienze in mare dell’artista, in particolare da un momento di solitudine e contemplazione mentre osservava le luci di Belfast dal timone della sua barca, nel cuore della notte, dopo quasi due mesi di navigazione. Quel momento di quiete ha generato profonde riflessioni sulla storia travagliata della città e sulle sue connessioni con lotte politiche più ampie. La tavolozza sonora di The Liquid Hour spazia da atmosfere ambient a groove ipnotici, arricchiti da una strumentazione elettronica potente e dalla voce magnetica di Émilie Quinquis, che aggiunge una dimensione evocativa al messaggio dell’album.
Insieme, le due parti dell’album creano un dialogo tra quiete e urgenza, tra introspezione e azione, offrendo un’esperienza sonora che invita all’ascolto profondo e alla riflessione critica sul mondo che ci circonda.
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